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Peperoncino, ricco di vitamina C e di carotene

Il peperoncino appartiene ai numerosi e importanti doni portati da Cristoforo Colombo. Il peperoncino pur provenendo dal Nuovo Mondo è divenuto un prodotto alimentare che costituisce la base per la preparazioni di gustosi piatti in tutto il mondo. In Italia il peperoncino è oramai da lungo tempo appartenente alla tradizione gastronomica.

In natura le piante di peperoncino contano ottantacinque generi e più di duemiladuecento specie e contengono grandi quantità di vitamina C, una valida presenza di carotene che è una provitamina A, e sono una buona fonte di vitamine del gruppo B, della vitamina B 6 in particolare.

Il peperoncino ha anche una alta presenza di potassio, magnesio e ferro e il suo elevato contenuto di vitamina C può favorire notevolmente l’assorbimento del ferro.

La capsaicina è, invece, la molecola che rende il peperoncino piccante. La capsaicina e la capsicina, un olio essenziale, facilitano la digestione e aumentano la diuresi e la sudorazione e migliorano la circolazione sanguigna. Il peperoncino è, pertanto, un integratore naturale che consente di avere un marcia in più anche per chi svolge una attività fisica.

Partendo dalla considerazione che lo sforzo fisico è sempre accompagnato da una significativa produzione di radicali liberi, con un aumento di danni cellulari, la scienza ha evidenziato la necessità di reintegrare l’efficienza dell’organismo mediante la somministrazione di sostanze atte a ripristinare la sminuita integrità dell’apparato muscolare e tendineo. Approfonditi studi ed esami condotti con scrupolosi metodi scientifici hanno individuato in un vegetale presente in natura un validissimo ausilio.

Si tratta appunto del noto peperoncino rosso piccante, una pianta appartenente alla famiglia delle solanacee, come la patata e il pomodoro importante in Europa dal grande navigatore genovese Cristoforo Colombo dopo la scoperta dell’America.

La vita è più piccante con il peperoncino!

PeperoncinoPer lungo tempo le proprietà connaturate al peperoncino sono state derise e denigrate dalla cosiddetta medicina tradizionale. Ma grazie al costante e duro lavoro di molti esperti e cultori si è finalmente arrivati a riconoscere le virtù di questo magico alimento.  Il campo medico, attraverso una intelligente e proficua campagna informativa, una opportuna divulgazione anche attraverso congressi, assemblee accademiche, simposi, si è dovuto alla fine piegare alla evidenza, avvalorando le qualità del peperoncino che, per la presenza di vitamine antiossidanti come la C, la E, il Beta – carotene, è in grado di svolgere un ruolo protettivo nei confronti delle sfere cardiovascolari e gastrointestinali.

Perché si possano concretizzare al meglio i risultati di questo prodigioso alleato dell’Uomo, è comunque necessario ed indispensabile rispettare alcune regole precise.

Crudo, mai cotto assieme ai cibi, ridotto in polveri con i semi, assunto giornalmente nella misura di un grammo ogni dieci chili di peso, piccante ma senza esagerare. Sono queste le quattro regole d’oro per il corretto consumo del peperoncino fissate dai massimi esperi in materia.

È anche curioso rammentare che il peperoncino in Italia conta la presenza di numerosi club a lui dedicati.

Il peperoncino fa bene alla salute e rende gustose le pietanze

Oggi è sicuramente un ingrediente caratterizzante della cucina ed esalta con la sua presenza il sapore dei primi piatti di pasta, di zuppe e di pietanze in genere. Il peperoncino viene anche ad essere utilizzato per la preparazione di oli aromatizzati, aceti, grappe e formaggi fermentati, come per esempio i famosi Bruss piemontesi e anche nel cioccolato.

Il peperoncino ha guadagnato prestigiose posizioni tra i fornelli. Basti pensare ai calamari in inzimino, con bietole o spinaci, al palombo alla livornese, alle salcicce e fagioli e al passato di pesce. Piatti che hanno in comune, oltre a una nota di rustica e popolana schiettezza, proprio il peperoncino scelto fra ben 35 varietà.

Una abitudine che contraddistingue gli italiani da secoli, e riportata anche dal noto botanico inglese John Parkinson nel Seicento, è quella di coltivare sulla finestre il peperoncino.

Senza voler assolutamente sminuire il valore e l’importanza dei medicinali, è anche opportuno rammentare che il suo utilizzo può anche essere considerato come un valido alleato per la salute. È infatti un potente vasodilatatore anche dei capillari, attraverso l’acido linoleico contenuto nei semi del peperoncino contribuisce a tenere pulite le arterie, prevenendo e contrastando quindi il colesterolo e i trigliceridi favorendo appunto la circolazione del sangue. Oltre a ciò il peperoncino svolge anche un ruolo fondamentale nella prevenzione dei danni cellulari causati dai radicali liberi, che provocano l’invecchiamento cellulare. Equilibra la pressione ed è uno stimolante gastrico, combatte l’artrosi, i reumatismi, l’emicrania, le coliti. Il peperoncino è anche benefico per il fegato ed indicato contro l’acido urico, e quindi contro la gotta e aiuta anche a smettere di fumare. Il peperoncino non sarà il toccasana di tutti i mali, ma può essere considerato come l’essenza di una lunga vita, ed è un prodotto alla portata di tutti.

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